Chi ha l’osteoporosi può mettere gli impianti dentali? Nella maggior parte dei casi, l’osteoporosi da sola non esclude automaticamente la possibilità di ricevere un impianto. Le evidenze scientifiche più recenti sono più rassicuranti di quanto molti pazienti immaginino. Una revisione sistematica pubblicata nel 2025, che ha analizzato 24 studi clinici, 2.102 pazienti e 5.954 impianti, ha riportato tassi di sopravvivenza superiori al 90% anche nei pazienti con osteoporosi. La maggior parte degli studi non ha rilevato differenze clinicamente significative rispetto ai pazienti senza osteoporosi per perdita ossea marginale, contatto osso-impianto e sopravvivenza implantare.
Una successiva meta-analisi del 2025 ha inoltre trovato nessuna differenza statisticamente significativa nella sopravvivenza o nel fallimento implantare tra pazienti con condizioni osteoporotiche e gruppi di controllo.
Questo, però, non significa che l’osteoporosi possa essere ignorata.
La pianificazione deve distinguere almeno tre questioni diverse:
- l’osteoporosi sistemica diagnosticata attraverso la densitometria ossea;
- la quantità e qualità dell’osso presente realmente nel punto in cui deve essere inserito l’impianto;
- l’eventuale utilizzo di farmaci anti-riassorbitivi come bisfosfonati o denosumab, che richiedono una valutazione specifica del rischio di osteonecrosi dei mascellari.
In questa guida analizziamo cosa sappiamo oggi su impianti dentali e osteoporosi, osseointegrazione, densità ossea, osteopenia, innesto osseo, bisfosfonati, denosumab e MRONJ.
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce la valutazione individuale dell’implantologo, del medico curante o dello specialista che gestisce l’osteoporosi.
Si possono mettere impianti dentali con l’osteoporosi?
Sì, in molti pazienti è possibile.
L’osteoporosi non è considerata, da sola, una controindicazione assoluta alla chirurgia implantare.
Una revisione sistematica del 2025 dedicata specificamente all’osseointegrazione e alla sopravvivenza implantare nei pazienti osteoporotici ha concluso che l’osteoporosi non rappresenta una controindicazione al posizionamento degli impianti e che l’osseointegrazione rimane possibile.
Gli autori hanno però sottolineato l’importanza di una pianificazione prudente e personalizzata.
Puoi consultare la revisione sistematica 2025 su osteoporosi, osseointegrazione e sopravvivenza degli impianti dentali.
Prima del trattamento, l’implantologo dovrebbe valutare:
- età e stato generale di salute;
- diagnosi di osteoporosi o osteopenia;
- eventuali fratture da fragilità;
- farmaci utilizzati per l’osteoporosi;
- durata della terapia farmacologica;
- salute parodontale;
- igiene orale;
- fumo;
- diabete e altre condizioni sistemiche;
- volume osseo disponibile nel sito implantare;
- morfologia della cresta alveolare;
- necessità di innesto osseo;
- e stabilità primaria ottenibile durante l’inserimento.

Che cos’è l’osteoporosi?
L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro caratterizzata da riduzione della massa ossea e alterazione della microarchitettura, con conseguente aumento della fragilità e del rischio di frattura.
La densità minerale ossea viene comunemente valutata attraverso la DXA, o densitometria ossea a doppia energia.
Secondo i criteri diagnostici internazionali:
| T-score | Interpretazione generale |
|---|---|
| -1 o superiore | Densità minerale ossea nel range considerato normale. |
| Tra -1 e -2,5 | Osteopenia o ridotta massa ossea. |
| -2,5 o inferiore | Compatibile con osteoporosi secondo i criteri densitometrici standard. |
Questa classificazione si riferisce alla densità minerale ossea sistemica e viene utilizzata soprattutto a livello dell’anca e della colonna vertebrale.
Per maggiori informazioni puoi consultare il National Institute of Arthritis and Musculoskeletal and Skin Diseases o la International Osteoporosis Foundation.
Osteoporosi significa avere poco osso nella mandibola o nella mascella?
No. Sono due concetti differenti.
Questa distinzione è fondamentale per comprendere correttamente la relazione tra osteoporosi e implantologia.
La diagnosi di osteoporosi descrive una condizione sistemica della densità e qualità dello scheletro.
La disponibilità ossea per un impianto dentale, invece, riguarda la situazione anatomica locale della:
- mandibola;
- mascella superiore;
- cresta alveolare;
- corticale ossea;
- e componente trabecolare.
Una persona con osteoporosi può avere un volume osseo mascellare sufficiente per un impianto.
Allo stesso modo, una persona senza osteoporosi può avere poco osso nel sito implantare a causa di:
- estrazioni avvenute molti anni prima;
- parodontite;
- riassorbimento della cresta alveolare;
- trauma;
- infezioni;
- pneumatizzazione del seno mascellare;
- o precedenti trattamenti chirurgici.
Per questo motivo una densitometria DXA non sostituisce la valutazione odontoiatrica e radiologica della zona in cui deve essere inserito l’impianto.
Come si valuta l’osso prima di un impianto?
L’implantologo può utilizzare:
- esame clinico;
- radiografia panoramica;
- radiografie endorali;
- e, quando indicato, CBCT tridimensionale.
La CBCT permette di studiare in tre dimensioni:
- altezza della cresta;
- spessore osseo;
- forma della cresta alveolare;
- posizione del nervo alveolare inferiore;
- anatomia del seno mascellare;
- corticale vestibolare e linguale;
- e posizione tridimensionale prevista dell’impianto.
Presso SOTA Dental, la chirurgia orale e implantare utilizza diagnostica digitale e CBCT quando clinicamente indicato per valutare anatomia, volume osseo e pianificazione chirurgica.
L’osteoporosi impedisce l’osseointegrazione?
Non necessariamente.
L’osseointegrazione è il processo attraverso il quale l’osso vivo stabilisce un contatto stabile con la superficie dell’impianto.
Teoricamente, una riduzione della densità e alterazioni del metabolismo osseo potrebbero modificare alcuni aspetti della guarigione.
Tuttavia, i risultati clinici disponibili non dimostrano che l’osteoporosi impedisca sistematicamente l’osseointegrazione.
La revisione sistematica del 2025 su 5.954 impianti ha rilevato che tutti gli studi inclusi riportavano sopravvivenza implantare superiore al 90% anche nei pazienti osteoporotici.
La maggior parte degli studi non mostrava differenze significative per:
- contatto osso-impianto;
- perdita ossea marginale;
- densità minerale peri-implantare;
- e sopravvivenza degli impianti.
Alcuni studi hanno tuttavia riportato valori di stabilità implantare inferiori o un possibile incremento del rischio in particolari sottogruppi.
Per questo l’approccio corretto non è considerare l’osteoporosi irrilevante, ma inserirla all’interno di una valutazione completa.
Qual è il tasso di successo degli impianti nei pazienti con osteoporosi?
Non esiste una singola percentuale valida per ogni paziente.
La revisione sistematica del 2025 di Shibli e colleghi ha riportato tassi di sopravvivenza superiori al 90% in tutti gli studi inclusi.
Una seconda revisione sistematica e meta-analisi pubblicata nel 2025 ha confrontato pazienti osteoporotici e controlli.
L’analisi combinata non ha rilevato differenze significative per:
- sopravvivenza implantare;
- fallimento implantare;
- o perdita ossea marginale.
Il rischio relativo combinato per la sopravvivenza implantare era pari a 1,00, indicando che nei dati aggregati non emergeva una differenza significativa fra i gruppi.
Consulta la meta-analisi 2025 sull’impatto dell’osteoporosi sulla sopravvivenza degli impianti dentali.
Gli autori sottolineano comunque l’eterogeneità degli studi e la necessità di ulteriori ricerche prospettiche.
Osteopenia e impianti dentali
L’osteopenia indica una densità minerale ossea inferiore alla norma ma non sufficientemente ridotta da soddisfare i criteri densitometrici classici per l’osteoporosi.
In termini di T-score, viene generalmente collocata fra -1 e -2,5.
Anche l’osteopenia non rappresenta automaticamente una controindicazione agli impianti dentali.
Come per l’osteoporosi, l’implantologo deve valutare soprattutto:
- anatomia locale;
- volume della cresta;
- stabilità dell’impianto;
- salute parodontale;
- terapie farmacologiche;
- e fattori sistemici.

La densità ossea influenza la stabilità dell’impianto?
Sì, la struttura locale dell’osso può influenzare la stabilità primaria ottenuta al momento della chirurgia.
La stabilità primaria è principalmente un fenomeno meccanico e dipende da:
- densità e architettura dell’osso locale;
- volume osseo;
- design dell’impianto;
- diametro e lunghezza;
- preparazione del sito;
- e tecnica chirurgica.
Questo non significa che un osso meno denso non possa integrare un impianto.
Significa piuttosto che il chirurgo può dover adattare il protocollo chirurgico e il piano di carico alle caratteristiche reali del sito.
L’osteoporosi causa perdita ossea intorno agli impianti?
Le evidenze attuali non dimostrano una relazione semplice e diretta tra osteoporosi sistemica e perdita ossea peri-implantare.
Nella revisione sistematica 2025, la maggioranza degli studi non ha trovato differenze significative nella perdita ossea marginale tra pazienti osteoporotici e controlli.
La meta-analisi pubblicata successivamente nello stesso anno ha raggiunto una conclusione simile, pur evidenziando una significativa eterogeneità fra gli studi.
La perdita ossea intorno a un impianto può dipendere da molti altri fattori, tra cui:
- peri-implantite;
- precedente parodontite;
- fumo;
- scarso controllo della placca;
- diabete non controllato;
- posizione implantare;
- carico biomeccanico;
- e caratteristiche della protesi.
Osteoporosi e salute delle gengive prima degli impianti
La salute parodontale è fondamentale indipendentemente dalla densità minerale ossea sistemica.
Un paziente con osteoporosi e parodontite attiva deve essere valutato diversamente da un paziente osteoporotico con:
- gengive stabili;
- basso livello di placca;
- assenza di infezioni;
- e ottima igiene orale.
Una precedente storia di parodontite rappresenta inoltre un importante fattore di rischio per le malattie peri-implantari.
Prima dell’implantologia può quindi essere necessario stabilizzare l’infiammazione attraverso un percorso di parodontologia.
Osteoporosi e innesto osseo: si può fare?
In pazienti selezionati, sì.
L’osteoporosi non significa automaticamente che un innesto osseo sia impossibile.
Tuttavia, quando è necessaria una procedura rigenerativa, l’implantologo deve valutare attentamente:
- dimensioni del difetto;
- qualità dei tessuti;
- vascolarizzazione;
- stato sistemico;
- fumo;
- farmaci per l’osteoporosi;
- e capacità di guarigione.
L’innesto osseo può essere utilizzato quando il volume della cresta non è sufficiente per posizionare un impianto nella posizione tridimensionale corretta.
Nella nostra pagina dedicata alla chirurgia orale puoi approfondire procedure come innesti ossei, aumento della cresta e preparazione dei siti implantari.
Serve sempre un innesto osseo se si ha l’osteoporosi?
No.
L’innesto viene deciso in base all’anatomia del sito implantare, non semplicemente sulla base della diagnosi di osteoporosi.
Se la CBCT mostra un volume osseo sufficiente e se è possibile ottenere una stabilità implantare appropriata, può non essere necessario alcun innesto.
Viceversa, una persona senza osteoporosi può necessitare di rigenerazione ossea se ha perso molto volume alveolare dopo estrazioni o parodontite.
Osteoporosi e sinus lift
Nella regione posteriore della mascella superiore può essere presente un’altezza ossea insufficiente sotto il seno mascellare.
In questi casi può essere valutato un rialzo del seno mascellare.
Anche in presenza di osteoporosi, la decisione viene presa considerando:
- altezza ossea residua;
- anatomia del seno;
- qualità dell’osso locale;
- stabilità prevista dell’impianto;
- farmaci assunti;
- e rischio chirurgico complessivo.
La diagnosi sistemica di osteoporosi non determina automaticamente la necessità né l’impossibilità di effettuare un sinus lift.
Farmaci per l’osteoporosi e impianti dentali
Questa è una delle sezioni più importanti della valutazione.
Alcuni pazienti con osteoporosi assumono farmaci che modificano il metabolismo e il riassorbimento osseo.
Tra i farmaci più rilevanti in implantologia troviamo:
- bisfosfonati, come alendronato, risedronato, ibandronato e acido zoledronico;
- denosumab;
- e, in contesti specifici, altri farmaci che modificano il metabolismo osseo.
È importante distinguere la diagnosi di osteoporosi dal trattamento farmacologico.
L’osteoporosi e l’assunzione di farmaci anti-riassorbitivi sono due elementi correlati ma non equivalenti dal punto di vista implantologico.
Bisfosfonati e impianti dentali
I bisfosfonati riducono il riassorbimento osseo e vengono frequentemente prescritti per diminuire il rischio di fratture nei pazienti con osteoporosi.
Il fatto di assumere un bisfosfonato per l’osteoporosi non significa automaticamente che gli impianti dentali siano vietati.
Una revisione sistematica e consensus statement dell’International Osteonecrosis of the Jaw Taskforce pubblicata nel 2025 ha concluso che nei pazienti con osteoporosi che ricevono terapia anti-riassorbitiva non esiste evidenza convincente di un aumento del fallimento implantare.
Il gruppo di esperti ha inoltre suggerito che la terapia anti-riassorbitiva per l’osteoporosi non debba essere sospesa di routine prima del posizionamento implantare.
È importante sottolineare che questa raccomandazione è stata classificata come debole a causa della qualità molto bassa delle evidenze disponibili.
Consulta il consensus statement 2025 sulla terapia anti-riassorbitiva e gli impianti dentali.

Cos’è la MRONJ?
MRONJ significa Medication-Related Osteonecrosis of the Jaw, cioè osteonecrosi dei mascellari correlata a farmaci.
È una complicanza rara ma clinicamente importante associata a determinati farmaci anti-riassorbitivi e ad altri medicinali.
Il rischio non è uguale per tutti.
Dipende, tra gli altri fattori, da:
- tipo di farmaco;
- indicazione terapeutica;
- dose;
- frequenza;
- durata dell’esposizione;
- eventuali terapie oncologiche;
- salute orale;
- parodontite;
- infezioni dentali;
- procedure chirurgiche;
- e comorbidità.
Quanto è alto il rischio di MRONJ negli impianti?
Il rischio nei pazienti trattati per osteoporosi è molto diverso da quello osservato nei pazienti che ricevono dosi elevate di farmaci anti-riassorbitivi per condizioni oncologiche.
Una revisione sistematica e meta-analisi del 2025 ha analizzato pazienti con osteoporosi o osteopenia in terapia anti-riassorbitiva sottoposti a implantologia.
Gli autori hanno identificato 186 casi di MRONJ nei riceventi impianti e hanno stimato un tasso aggregato di circa 0,5% nei cohort inclusi.
Questo valore deve essere interpretato con cautela: gli studi erano eterogenei e la percentuale non rappresenta il rischio personale di ogni singolo paziente.
La stessa analisi non ha mostrato un incremento statisticamente significativo del fallimento implantare associato alla terapia anti-riassorbitiva.
Consulta la meta-analisi 2025 su impianti, anti-riassorbitivi e MRONJ.
Farmaci per osteoporosi e farmaci oncologici: non sono la stessa situazione
Questo punto è essenziale.
Un paziente che assume alendronato per osteoporosi non dovrebbe essere automaticamente considerato equivalente a un paziente oncologico che riceve una terapia anti-riassorbitiva ad alte dosi.
Le dosi, la frequenza e l’indicazione clinica possono essere molto differenti.
Secondo l’American Association of Oral and Maxillofacial Surgeons, il rischio di MRONJ è significativamente maggiore nei pazienti oncologici rispetto ai pazienti trattati per osteoporosi.
Puoi consultare il Position Paper AAOMS sulla MRONJ.
Denosumab e impianti dentali
Il denosumab è un farmaco anti-riassorbitivo che agisce sul sistema RANK/RANKL ed è utilizzato anche nel trattamento dell’osteoporosi.
Anche in questo caso bisogna distinguere dose e indicazione terapeutica.
Per il denosumab, la programmazione di una procedura dentale invasiva richiede particolare attenzione perché il farmaco presenta caratteristiche farmacologiche differenti dai bisfosfonati.
Il denosumab non deve essere sospeso autonomamente.
L’interruzione non pianificata del trattamento dell’osteoporosi può avere conseguenze importanti, compreso un aumento del rischio di fratture vertebrali dopo la sospensione.
Qualsiasi variazione della terapia deve essere concordata con il medico o specialista che gestisce l’osteoporosi.
Bisogna sospendere i farmaci per l’osteoporosi prima dell’impianto?
Non esiste una regola universale che imponga di sospendere automaticamente la terapia anti-riassorbitiva prima di un impianto dentale.
Il consensus internazionale pubblicato nel 2025 suggerisce che, nei pazienti trattati per osteoporosi, la terapia anti-riassorbitiva non debba essere interrotta di routine prima dell’implantologia.
La decisione deve però essere individualizzata.
Devono essere considerati:
- farmaco specifico;
- indicazione;
- dose;
- durata della terapia;
- ultima somministrazione;
- rischio di frattura;
- tipo di chirurgia dentale;
- stato parodontale;
- e altri fattori medici.
Non sospendere mai bisfosfonati, denosumab o altri farmaci per l’osteoporosi senza indicazione del medico prescrittore.
Serve una “drug holiday” prima degli impianti?
Una drug holiday è un’interruzione temporanea della terapia farmacologica.
Nel contesto odontoiatrico viene talvolta proposta con l’obiettivo teorico di ridurre il rischio di MRONJ.
Tuttavia, le evidenze disponibili non supportano una drug holiday standard valida per tutti i pazienti.
Nel caso dei bisfosfonati, inoltre, il farmaco può rimanere incorporato nel tessuto osseo per periodi molto lunghi.
Nel caso del denosumab, un’interruzione non pianificata presenta problematiche differenti.
Per questo l’implantologo e il medico che gestisce l’osteoporosi devono valutare insieme benefici e rischi quando è necessario modificare la terapia.
Il test CTX può dire se un impianto è sicuro?
Il CTX sierico è un marker del turnover osseo.
In passato è stato proposto come possibile strumento per prevedere il rischio di osteonecrosi dei mascellari.
Le principali linee guida non lo considerano però un test validato capace di determinare in modo affidabile il rischio individuale di MRONJ.
Un valore CTX non dovrebbe quindi essere utilizzato da solo per decidere se procedere o meno con un impianto.
La valutazione deve basarsi sul quadro clinico complessivo.
Che informazioni deve portare il paziente alla visita implantologica?
Se hai osteoporosi, porta possibilmente:
- diagnosi medica;
- eventuale referto DXA;
- lista completa dei farmaci;
- nome esatto del farmaco per l’osteoporosi;
- dosaggio;
- frequenza;
- via di somministrazione;
- data di inizio della terapia;
- data dell’ultima dose, quando rilevante;
- eventuali fratture pregresse;
- altri farmaci come corticosteroidi;
- e informazioni sulle principali condizioni sistemiche.
Dire semplicemente “prendo una medicina per le ossa” non è sufficiente per una valutazione completa.
Osteoporosi e impianti immediati
Il posizionamento immediato dell’impianto dopo l’estrazione può essere possibile in pazienti selezionati con osteoporosi.
La diagnosi sistemica non esclude automaticamente questo protocollo.
Tuttavia devono essere favorevoli fattori come:
- stabilità primaria;
- volume osseo residuo;
- assenza di infezione non controllata;
- anatomia del sito;
- salute dei tessuti;
- e profilo farmacologico.
In alcuni casi un approccio più conservativo e una guarigione più lunga possono essere preferibili.

Osteoporosi e carico immediato
Il carico immediato significa collegare una protesi all’impianto prima che l’osseointegrazione sia completata.
Non dipende esclusivamente dalla presenza o assenza di osteoporosi.
L’implantologo deve considerare:
- stabilità primaria;
- numero e distribuzione degli impianti;
- qualità ossea locale;
- occlusione;
- forze masticatorie;
- tipo di protesi;
- e profilo sistemico.
Si possono fare All-on-4 o All-on-6 con l’osteoporosi?
Potenzialmente sì.
Una diagnosi di osteoporosi non esclude automaticamente una riabilitazione full-arch.
Tuttavia, All-on-4 e All-on-6 comportano una valutazione più complessa perché possono includere:
- estrazioni multiple;
- più siti implantari;
- carico immediato;
- protesizzazione completa;
- eventuali procedure ossee;
- e una maggiore necessità di controllo delle forze.
La pianificazione dovrebbe quindi integrare situazione sistemica, farmaci, CBCT, qualità ossea locale e strategia protesica.
Puoi approfondire le possibilità di riabilitazione attraverso le nostre protesi supportate da impianti.
L’età avanzata insieme all’osteoporosi è un problema?
L’età cronologica, da sola, non determina automaticamente la candidabilità implantare.
Molti pazienti con osteoporosi sono naturalmente di età più avanzata, quindi è importante valutare:
- stato generale di salute;
- capacità di guarigione;
- farmaci;
- autonomia;
- igiene orale;
- capacità di mantenere la protesi;
- e aspettative funzionali.
Un paziente di 70 anni in buona salute generale può avere un profilo implantologico più favorevole rispetto a un paziente più giovane con numerosi fattori di rischio.
Fumo, osteoporosi e impianti dentali
I fattori di rischio possono sommarsi.
Il fumo è associato a:
- peggiore guarigione;
- maggiore rischio di fallimento implantare;
- maggiore perdita ossea marginale;
- e maggiore rischio di malattia peri-implantare.
In un paziente con osteoporosi, eliminare un fattore modificabile come il fumo può quindi contribuire a rendere più favorevole il quadro complessivo.
Diabete, osteoporosi e impianti
Anche il diabete deve essere considerato all’interno della valutazione complessiva.
Il diabete ben controllato non esclude automaticamente gli impianti, ma un controllo glicemico insufficiente può influenzare infiammazione, guarigione e salute peri-implantare.
Quando osteoporosi, diabete, fumo o parodontite coesistono, non bisogna valutare ogni fattore separatamente: il rischio complessivo può aumentare.
Quando può essere meglio rimandare l’implantologia?
Il trattamento può essere rimandato quando sono presenti condizioni che devono prima essere chiarite o stabilizzate.
Per esempio:
- terapia farmacologica non chiaramente documentata;
- malattia sistemica non stabilizzata;
- infezione orale attiva;
- parodontite non controllata;
- scarsa igiene orale;
- necessità di coordinamento con lo specialista;
- o condizioni anatomiche che richiedono una pianificazione chirurgica aggiuntiva.
Rimandare un trattamento elettivo non significa necessariamente che il paziente non potrà ricevere impianti.
Può semplicemente significare creare prima condizioni più favorevoli.
Come migliorare le probabilità di successo degli impianti con osteoporosi
- Comunica tutti i farmaci.
Non omettere bisfosfonati, denosumab, corticosteroidi o altri farmaci che influenzano il metabolismo osseo. - Non sospendere autonomamente la terapia.
Le decisioni sulla terapia dell’osteoporosi devono essere coordinate con il medico prescrittore. - Tratta la parodontite.
Un ambiente orale stabile è fondamentale prima dell’implantologia. - Non fumare.
Il fumo rappresenta un fattore modificabile importante per guarigione e salute peri-implantare. - Mantieni un’igiene orale molto accurata.
Il controllo del biofilm è fondamentale per ridurre il rischio di mucosite e peri-implantite. - Segui il programma di mantenimento.
Gli impianti devono essere monitorati anche molti anni dopo il trattamento. - Esegui gli esami diagnostici necessari.
Quando indicata, la CBCT permette di studiare il sito implantare tridimensionalmente.
Come viene valutato un paziente con osteoporosi prima degli impianti?
Una corretta valutazione dovrebbe combinare dati sistemici e odontoiatrici.
Può includere:
- anamnesi medica completa;
- diagnosi di osteoporosi o osteopenia;
- eventuale DXA;
- farmaci e dosaggi;
- durata della terapia anti-riassorbitiva;
- esame parodontale;
- valutazione dell’igiene orale;
- radiografia panoramica;
- CBCT quando indicata;
- volume e morfologia dell’osso;
- progetto protesico;
- e valutazione dell’eventuale necessità di rigenerazione.
Presso SOTA Dental – Advanced Implantology Center, i casi implantari complessi vengono valutati attraverso diagnostica digitale e pianificazione individuale.
La chirurgia orale comprende anche innesti ossei, aumento della cresta, sinus lift e procedure implantari, mentre la parodontologia permette di stabilizzare gengive e tessuti di supporto prima e dopo il trattamento implantare.
Per le riabilitazioni più estese puoi inoltre approfondire le protesi supportate da impianti.
Domande frequenti su osteoporosi e impianti dentali
Chi ha l’osteoporosi può mettere gli impianti dentali?
Sì, in molti casi. Le revisioni sistematiche più recenti non considerano l’osteoporosi una controindicazione assoluta e mostrano tassi elevati di sopravvivenza implantare. Serve comunque una valutazione individuale.
L’osteoporosi fa fallire gli impianti?
Non necessariamente. Una meta-analisi del 2025 non ha riscontrato differenze significative nei tassi di fallimento tra pazienti con condizioni osteoporotiche e controlli.
L’osteopenia impedisce gli impianti?
No. Anche l’osteopenia non rappresenta automaticamente una controindicazione. Devono essere valutati soprattutto osso locale, stabilità implantare, salute orale e farmaci.
Con un T-score di -2,5 posso mettere gli impianti?
Un T-score di -2,5 o inferiore è compatibile con la definizione densitometrica di osteoporosi, ma non determina da solo la candidabilità implantare. Il sito mascellare deve essere valutato separatamente.
Con l’osteoporosi serve sempre un innesto osseo?
No. Un innesto è necessario solo quando il volume osseo locale non è sufficiente per una corretta pianificazione implantare.
Posso mettere impianti se prendo alendronato?
Potenzialmente sì. L’alendronato per osteoporosi non è automaticamente una controindicazione. Tipo di terapia, durata, fattori di rischio e procedura chirurgica devono però essere valutati.
Posso mettere impianti se prendo bisfosfonati?
In molti pazienti trattati per osteoporosi è possibile. La terapia con bisfosfonati richiede però una valutazione specifica del rischio MRONJ e non deve essere sospesa autonomamente.
Posso mettere impianti se uso denosumab?
Potenzialmente sì, ma il trattamento richiede coordinamento con il medico prescrittore. Il denosumab non deve essere sospeso autonomamente.
Bisogna sospendere i bisfosfonati prima dell’impianto?
Non esiste una raccomandazione universale di sospensione. Il consensus internazionale 2025 suggerisce che la terapia anti-riassorbitiva per osteoporosi non debba essere interrotta di routine prima dell’implantologia, ma la raccomandazione è debole e la decisione deve essere individualizzata.
Cos’è l’osteonecrosi della mandibola da farmaci?
La MRONJ è una rara complicanza associata a determinati farmaci anti-riassorbitivi e altri medicinali, caratterizzata da alterazioni della guarigione dell’osso dei mascellari secondo specifici criteri diagnostici.
L’impianto può provocare MRONJ?
La chirurgia implantare può rappresentare uno dei possibili eventi associati allo sviluppo di MRONJ in pazienti predisposti, ma il rischio dipende fortemente dal tipo di terapia farmacologica e dal profilo individuale.
Il test CTX serve prima degli impianti?
Non è considerato un test validato capace di prevedere da solo il rischio individuale di MRONJ. Non dovrebbe sostituire una corretta anamnesi medica e odontoiatrica.
Con osteoporosi si può fare All-on-4?
In pazienti selezionati sì. Una riabilitazione completa richiede però una valutazione attenta di osso locale, stabilità implantare, farmaci, salute parodontale e strategia di carico.
La densitometria ossea può dire se ho abbastanza osso per gli impianti?
No. La DXA valuta la densità minerale ossea sistemica. Per determinare il volume disponibile nel sito implantare servono esame odontoiatrico e imaging locale, spesso mediante radiografie e CBCT quando indicato.
Conclusione: osteoporosi non significa automaticamente “niente impianti”
Le evidenze scientifiche attuali supportano un messaggio chiaro:
l’osteoporosi, da sola, non rappresenta una controindicazione automatica agli impianti dentali.
Le revisioni sistematiche pubblicate nel 2025 mostrano tassi elevati di sopravvivenza implantare e, complessivamente, nessuna differenza significativa nella sopravvivenza o nel fallimento rispetto ai pazienti senza osteoporosi.
Ciò che deve essere valutato è l’intero quadro:
- quantità di osso realmente disponibile nel sito;
- architettura e qualità ossea locale;
- salute delle gengive;
- fumo;
- diabete;
- eventuale necessità di innesto;
- stabilità implantare prevista;
- e soprattutto terapia farmacologica per l’osteoporosi.
La presenza di bisfosfonati o denosumab richiede una valutazione specifica perché introduce il tema, raro ma importante, della MRONJ.
Questo non significa automaticamente rinunciare agli impianti né sospendere i farmaci.
Significa pianificare il trattamento basandosi su anamnesi completa, imaging, valutazione dei tessuti e collaborazione con il medico quando necessario.
Presso SOTA Dental – Advanced Implantology Center, i casi con condizioni sistemiche o ridotto volume osseo vengono valutati individualmente prima di definire il piano implantare.
Puoi approfondire la nostra chirurgia orale, la parodontologia e le soluzioni protesiche supportate da impianti.
Disclaimer medico: questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce una diagnosi, una valutazione implantologica o le indicazioni del medico che gestisce l’osteoporosi. Non modificare o sospendere bisfosfonati, denosumab o altri farmaci senza consultare il medico prescrittore.